lunedì 20 luglio 2015

Di leggerezze, auguri di stupro, varie ed eventuali.

Ho fatto l'errore di condividere questa foto trovata su facebook sul mio account twitter, giusto per far notare quel "leggerezza" buttato lì, quasi fosse normale.

Il mio scopo era sottolineare come anche in questo caso alla donna stuprata si facesse una colpa per il proprio comportamento.
 
Oh, non si parla di minigonne o scollature, non si indaga sulla vita sessuale della ragazza, ma anche solo pensare che essersi seduta in uno scompartimento vuoto sia stata una sua "leggerezza" è, di fatto, dire "te la sei cercata". 

Niente di nuovo, avevo voglia di ribadire l'ovvio.

Ci ho guadagnato (ad ora) 135 retweet, quasi un record per me.

Va detto, per completezza di informazione, che la frase sulla leggerezza è scomparsa dall'articolo.







Comunque, torniamo ai retweet e alle simpatiche interazioni di queste ore.

La maggior parte di chi mi ha retwittato e che continua ad inserirmi nei suoi deliri razzisti è gentaglia fascista e leghista che si sofferma -ovviamente- sulla nazionalità dello stupratore. 

Poi ci sono quelle e quelli che augurano alla moglie e alle figlie del (o della) giornalista di essere stuprate, "così impara". 

Auguri di stupro anche all'autore del pezzo e ai "figli di troia, gli stuprassero il cane, cui unica leggerezza è girare col sedere scoperto".

Tale Fred mi dice che questa "è la cultura dei clandestini di stuprare la ragazza nn lo sapeva ma ora si è arricchita e integrata", MarcelloPaolo mi chiede "cosa ti puoi aspettare da quel giornale ? loro difendono sempre i clandestini specialmente se Africani".
Bob sostiene che si tratti di "comunismo" e "mistificazione della realtà".
Kissbaomiao si interroga sulle dimensioni del pisello dei "profughi".

E potrei andare avanti. 

Nella mia ingenuità speravo si capisse quello che volevo dire, che non c'entrano il giornalista e la testata per cui scrive, ma la cultura del "te la sei cercata", che ti porta a scrivere che se ti siedi in uno scompartimento vuoto hai commesso una leggerezza, che può portarti ad essere stuprata.

Non ho tenuto conto di quanto potessero essere ghiotte sia la notizia che l'odiosa frase su Repubblica per quelle stesse persone che davanti a una ragazzina stuprata da un militare si chiedevano cosa ci facesse in giro a quell'ora o che si indignavano per l'abbigliamento estivo troppo succinto delle adolescenti.

Ho imparato qualcosa: sono circondata di stronzi/e. 

E sono più di quanto potessi immaginare.

https://www.youtube.com/watch?v=E3IYW3kBzfM

3 commenti:

  1. oggi siamo circondati da ladri e stupratori pertanto bisogna stare attenti e non abbassare mai la guardia.

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  2. Umberto Eco non ha ragione perché questa gente esisteva pure prima, chi consapevole della gravità delle proprie affermazioni, chi meno. Senza addentrarci sul ruolo del web come catalizzatore del peggior "sentimento popolare" (non ne usciremmo vivi), ammetto che avevo letto l'espressione "unica leggerezza" dandole una sfumatura di sarcasmo. Se così fosse (e non è detto) si tratterebbe sarcasmo senza dubbio fuori luogo: è da un po' di tempo che mi trovo a ruminare su quanto questa figura retorica possa inquinare la comunicazione senza donare un contributo significativo alla sua efficacia.

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