mercoledì 9 dicembre 2015

Pensieri sparsi su surrogacy, moratorie e divieti.

«Ma come, tu, femminista, sei favorevole all'utero in afftitto?»

Ogni volta che mi pongono questa domanda mi viene in mente una cosa che diceva sempre mia madre quando si parlava di aborto:
«Io non sono favorevole all'aborto. Io sono favorevole ad una legge che tuteli le donne che vogliono abortire.»

Ecco, io non sono "favorevole alla surrogacy" (chiamarla "utero in affitto" è di per sé dispregiativo, quindi sarebbe bene cominciare chiamando le cose col loro nome, se non altro per evitare giudizi a priori): io sono casomai favorevole ad una legge che tuteli le donne che decidono di portare avanti una gravidanza per conto di altre, le persone che cresceranno il frutto di quella gestazione e chi da quella gestazione eventualmente nascerà.
Ovunque.
Sempre.

"Vietare", chiedere "moratorie" per "mettere al bando globalmente" una pratica che esiste in una larga parte del mondo e che in diversi paesi è regolamentata da decenni è abbastanza ridicolo e strumentale. E inutile.
Ve lo immaginate Trudeau leggere che Amendola, Tognazzi, Comencini, le Orsoline, i preti, Gasparri e qualche femminista vogliono abrogare una legge del suo Stato?
Su, siamo serie.

Vietare la GPA, addirittura pretendere di bandirla dall'intero globo terracqueo - a me pare ovvio, ma magari sbaglio - porterebbe esattamente a ciò che (giustamente!) le SNOQ-Libere e tutte le persone con un minimo di sale in zucca vogliono evitare sempre e comunque: sfruttamento, profitto, abuso, mercato nero.

Cose che sappiamo benissimo esistono in larga parte dei paesi più poveri.
Ed è proprio a questo punto che per farmi sentire una specie di mostro orrendo con velleità più o meno naziste, mi si pone l'esempio di quanto accade in India. 

È un fatto che in India le donne non sempre "scelgono" di gestare e partorire figli/e per altre/i e che debbano vivere un vero e proprio incubo per due spicci schifosi.
Ed è chiaro come non poche persone se ne freghino della situazione di sfruttamento e -di fatto- di schiavitù di quelle donne pur di avere un/a figlio/a.

Mi chiedo sommessamente e umilmente se "vietarlo" cambierebbe qualcosa.

O se, invece, quelle stesse donne continuerebbero ad essere sfruttate, con una fioritura del "mercato nero" tanto più florida quanto più esteso il divieto. 
E se chi ha soldi da spendere, ma non abbastanza per andare in USA o Canada, continuerà a sfruttare i loro corpi e le loro vite.

Un po' come con l'erba.
Qui è illegale. La gente si fa le canne. Le mafie gongolano e contano i soldi. I poracci sono sfruttati, i ricchi se la spassano, gli zozzi godono.

O magari con l'aborto.
Se non sbaglio quando era illegale si abortiva ugualmente.
Spesso si moriva e se ti beccavano andavi in galera.
Poi si è pensato che forse sarebbe stato meglio avere una legge che regolamentasse una pratica più che presente ovunque e che tutelasse, in primo luogo, le donne.

Questo è il punto che mi sfugge completamente di tutta la polemica.

Davvero l'idea di regolamentare e legiferare proprio per prevenire e combattere ogni forma di abuso non è nemmeno da prendere in considerazione?
Davvero è meglio dare delle naziste o delle poverette alle persone che non possono avere figli e invece ne vorrebbero e magari hanno preso in considerazione anche la surrogata?
Davvero siete così preparate/i sull'argomento da poter dare lezioni a tutte e tutti senza porvi nemmeno una domanda?
Davvero le vostre coscienze sono così pure da permettervi di giudicare con tanta sufficienza e violenza chi non la pensa come voi?

La sola cosa che mi è chiara in tutta questa storia, dall'appello per la moratoria alle (troppe) discussioni cui ho partecipato, è che c'è un'enorme confusione, parecchia ipocrisia e pochissima conoscenza dell'argomento e di ciò che c'è intorno, come quando si risponde che "basta adottare", tanto "gli orfanotrofi sono pieni", o che se non vivi bene il tuo essere sterile faresti meglio  a spararti perché evidentemente non hai una vita piena e felice.

Continuo a pensare che fingere che qualcosa non esista o che riguardi solo qualche ricca coppia gay (perché solo di quello si finisce col parlare e molto, molto poco delle altre persone o coppie) e rifiutarsi di affrontare una discussione aperta basata sui fatti e non su pregiudizi etici che lasciano il tempo che trovano, sia sciocco e fuori dal mondo.

Io ricorrerei alla maternità surrogata, gratis o a pagamento?
No, non credo.
Io porterei mai in grembo il figlio/la figlia di qualcun altro, magari di un'amica o di una parente?
Non lo so, probabilmente no.

Ma io, con le mie esperienze, con i miei desideri, con le mie voglie, non mi arrogo il diritto di imporre un modo di vivere al resto del mondo.

Sarebbe il caso che ce ne facessimo tutte e tutti una ragione.

Nessun commento:

Posta un commento

Sproloquia pure tu.