venerdì 15 gennaio 2016

Assorbenti.




Sta facendo discutere la proposta di legge depositata da quattro onorevoli di Possibile, tra cui Civati, di ridurre "l'aliquota dell’imposta relativa ai prodotti di prima necessità destinati alle donne, in particolare assorbenti igienici, tamponi, coppe e spugne mestruali." 

"Discutere", lo ammetto, non è il termine esatto. 
In realtà è semplicemente tutto un fiorire di battute e commenti da seconda media.

Ovviamente sono soprattutto i maschi, noti utilizzatori di assorbenti, tamponi e coppette, a farci sapere quanto sia stupida questa idea.

Detassare gli assorbenti? E perché mai? Cosa c'è di tanto sbagliato nel continuare a tassarli come beni di lusso? E poi i problemi sono ben altri! E allora la carta igienica? E i pannolini per neonati? 
E poi si può "ovviare con la coppa mestruale, che sono anche un attimino più ecologiche", come ci ha spiegato Corrado. O magari, come dice Carlo, con gli assorbenti lavabili.

Uso assorbenti dal 23 gennaio 1991. 
Mi ricordo bene la data perché il giorno dopo sarebbe stato compleanno di Nonna Elsa e mamma portò me e mio cugino al cinema.
Se non avete di meglio da fare, l'ho raccontato qui: Storie di vita vissuta: il mio primo ciclo.

Quindi uso assorbenti da 24 anni.
Una media di cinque assorbenti al giorno.
Per sei giorni al mese.
Fino a ventotto anni ho vissuto con mia madre, che ha usato assorbenti più o meno fino a cinquant'anni. Quindi la media dal 1991 al (diciamo) 2005 è stata di dieci assorbenti al giorno ogni mese.

I Nuvenia che ho comprato ieri alla Conad costano intorno ai 3€ e un pacco ne contiene 14. 
Sono quelli con cui mi trovo meglio, anche se ce ne sono di decisamente più economici. 
Ma anni di esperienza hanno dimostrato che con questi la mia patata respira meglio e non mi vengono brufoli e irritazioni, quindi, insomma, la scelta -per me- è obbligata. Non ho nessuna intenzione di usare assorbenti lavabili e continuo a tergiversare sulla coppetta.

Coi numeri sono sempre stata impedita, fatevi il conto da sole/i dei soldi spesi finora e di quelli che spenderò per -presumo- un'altra quindicina d'anni.
Se poi dovessi mai avere una figlia il tutto si raddoppierebbe, ma così andiamo troppo oltre.

In queste ore, dicevo, più di un uomo finalmente, dopo ventiquattro lunghissimi anni, mi ha spiegato come posso "ovviare" al problema economico. 
Come se, peraltro, il "problema economico" fosse semplicemente il mio e non quello di metà della popolazione italiana. Ma tant'è.
"Esiste la mooncup e ci sono i lavabili, che problema c'è?", dicono.

Immagino che tutti questi uomini si siano messi decine di volte la coppetta, magari nel primo bagno pubblico che hanno trovato quando si sono accorti di stare sanguinando e che abbiano lavato tonnellate di pezzi di stoffa pieni di sangue, che si sono cambiati almeno due volte durante la loro giornata lavorativa.
No, perché se sanno tanto bene come possiamo "ovviare" al problema, evidentemente devono essere parecchio informati in merito. 
E no, cari miei, essere eventualmente padri, compagni, mariti e fratelli non vale come esperienza sulle mestruazioni. La sola esperienza valida in fatto di mestruazioni è averle o averle avute.

È bello e confortante sapere che intorno a me è pieno di uomini sempre pronti ad aprirmi gli occhi.
Cosa ne so, dopotutto, del mio corpo, io?
Cosa ne so del sangue che mi macchia le mutande?
O delle lenzuola sporche nonostante sia stata attentissima a mettere l'assorbente prima di andare a letto? 
Del terrore di macchiarsi in ufficio o a scuola, poi, cosa ne voglio sapere? 
Perfino il vestito da sposa sono riuscita a sporcare. Ma ballavo, faceva caldo e, insomma, ci sta che l'assorbente si sposti. Per fortuna c'era molto vino e ho dato la colpa ad una sedia bagnata.

Comunque, è innegabile che gli assorbenti usa e getta, per quanto a molti (anche qui il maschile è voluto) possa sembrare assurdo, siano stati una rivoluzione. 

Mia mamma mi raccontava di quando nonna doveva lavare a mano i suoi "assorbenti" di cotone e quelli delle sue tre figlie. 
Che poi erano pezzi di stoffa e poco più. Per lo meno per loro che non avevano soldi da buttare. 
Quattro donne con le mestruazioni. Quattro donne pulite, che si cambiavano spesso. Fate voi. 
Io la sera riesco a mala pena a lavarmi i denti, figuriamoci lavare gli assorbenti! A mano, poi. Ma per favore. 

E vi ricordate quando finalmente sono arrivati quelli sottili? Ah, che meraviglia!
Sono abbastanza vecchia per ricordarmi quei cosi enormi, alti un centimetro che non ti facevano nemmeno chiudere le gambe, rigorosamente senza ali che dopo qualche ora assumevano forme assurde e fastidiosissime. E che ti facevano sporcare ovunque.

E sì, per quanto per molti sembri una battuta divertente o una perdita di tempo di "sinistrati radical chic", sono un bene di prima necessità.

Perché chi più chi meno li usiamo tutte.
Per parecchio tempo.
E perché igiene e salute vanno di pari passo.
Ed è agghiacciante che siano tassati come il mio cellulare o il TV di ultima generazione.

Qui comunque c'è una petizione (antecedente alla proposta civatiana) per abbassare al minimo l'IVA sugli assorbenti:


9 commenti:

  1. sono un uomo e sono favorevole alla proposta di Civati

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  2. Ciao, mi chiamo Elisa e ho 28 anni. Le chiedo scusa se sposto un attimo l'attenzione dal punto focale della questione: sinceramente per il momento non ho un'opinione precisa sul fatto che sia giusto o meno abbassare l'iva sugli assorbenti usa-e-getta, perché personalmente non li uso, ma le rispondo perché mi sono sentita chiamata in causa dalle sue argomentazioni. Io sono una donna, anzi una mamma, e una lavoratrice (per la precisione lavoro in una cucina, con turni di circa 10 ore al giorno da passare in piedi). Uso assorbenti lavabili da 11 anni. Per i miei figli ho usato e continuerò ad usare pannolini lavabili. A mia figlia proporrò e consiglierò caldamente, quando sarà il momento, le stesse scelte (poi è chiaro che sarà lei a decidere) ma queste scelte nel mio caso non sono state certo dovute al pensiero di risparmiare.
    Quando ho deciso di provare a cercare modi alternativi di gestione del ciclo mestruale, è stato perché avevo visto un documentario alle superiori sulle ripercussioni ambientali dello smaltimento di pannolini e assorbenti. Avevo 15 anni, primo menarca avuto all'età di 11.. ricordo che feci un breve calcolo di quanti assorbenti avevo gettato nell'arco di 4 anni e con la spinta idealista che si ha a quell'età, decisi che non avrei più contribuito a questo spreco. Cercai per mari e per monti e infine comprai il primo pacchetto di assorbenti biodegradabili, che allora erano rari ma adesso si trovano molto facilmente. Con quelli mi trovai benissimo e senza alcuna differenza di praticità dai miei vecchi Lines, che erano invece derivati dal petrolio, pieni di profumi, tossici e inquinanti (anch'io, come lei e molte altre, avevo avuto problemi di pruriti e bollicini da assorbente).
    Dopo due anni, nel 2004, in un negozio di biancheria naturale notai degli assorbenti lavabili, e decisi di comprarne un paio, per provarli. Mi trovai benissimo. Comprai il set intero e da allora uso quelli (dopo 11 anni sono ancora intatti e funzionalissimi) alternandoli a quelli biodegradabili solo quando devo fare dei lunghi viaggi e non ho la possibilità di lavare i vestiti.
    Consideri che avevo 17 anni. Con quegli assorbenti mi sono diplomata, ho trovato lavoro, ho fatto l'università, mi sono fidanzata, ho messo al mondo dei figli. Sono in pratica dei membri della famiglia.
    Non so quale sia il suo stile di vita, ma essendo una donna comprenderà quante volte ho passato l'intera giornata fuori casa con le mestruazioni (e io ho anche un ciclo lungo e abbondante!): lavoro, università, tesi, lauree, matrimoni, compleanni, comunioni....
    Le posso assicurare che non sono Wonder Woman. E una donna lavoratrice con marito e figli non porta avanti una scelta per ripicca, se non è una scelta sostenibile e COMODA. L'unica cosa che serve, e serve anche con gli assorbenti usa e getta, è un minimo (e ripeto: un minimo) di organizzazione, quella che noi donne ci vantiamo tanto di avere.

    Ora mi pare, e spero di sbagliarmi, che nel suo discorso ci sia una sottile "ridicolizzazione" della mia figura di donna che si lava "a mano" (ma quando mai?!!!) i suoi "pezzi di stoffa" pieni di sangue. E mi pare che anche lei, proprio come gli uomini di cui si lamenta, parli di cose che non sa; ha mai usato un assorbente lavabile? Perché dai suoi discorsi pare proprio di no, altrimenti saprebbe che non è necessario lavarli a mano più di quanto non lo sia lavare un paio di mutande. Io metto tutto in lavatrice con il resto della biancheria (non occupano molto spazio quindi non devo fare delle lavatrici apposta), sapone di marsiglia e via.
    Inoltre mi stupisce che lei non nomini neanche una volta gli assorbenti biodegradabili. Ci sono di tutte le forme e dimensioni, e ormai si trovano ovunque.
    Ecco, io forse detasserei solo quelli per incentivarne l'uso. E perché in fin dei conti la mia opinione è che sia giusto pagare l'inquinamento che si produce.

    Un caro saluto,
    Elisa

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  3. Mi dispiace davvero non essere stata capace di far trasparire con chiarezza e senza possibilità di fraintendimento la mia vena polemica. Figuriamoci se intendevo ridicolizzare le donne che fanno scelte diverse dalle mie su come affrontare le loro mestruazioni.

    Non ho nominato gli assorbenti biodegradabili perché non stavo facendo un post sui modi per affrontare il ciclo, così come non mi sono soffermata sulla coppetta, se non per dire che sto tergiversando, o sugli assorbenti interni.

    Riguardo l'aver scritto di "pezzi di stoffa pieni di sangue", mi pareva un buon modo un pochino "splatter" per rispondere a quel Corrado che mi spiegava quale fosse la soluzione del problema della tassazione di beni di prima necessità come gli assorbenti.

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  4. Mi sono fatto quattro conti, giusto per essere un pò pignolo.
    5 assorbenti al giorno per 6 giorni al mese sono 30 assorbenti al mese, per 12 mesi l'anno sono 360 assorbenti l'anno, per 24 anni sono 8.640 assorbenti.
    Ipotizziamo che una donna abbia le mestruazioni per circa 40 anni, 360x40= 14.400 assorbenti usati durante il corso della vita.
    Una confezione contiene 14 assorbenti e costa 3 euro, per cui 14.400/14=1.030 pacchi di assorbenti circa, 1.030 pacchi x 3 € l'uno= 3.090 € spesi durante la vita per gli assorbenti.

    Ora consideriamo nell'arco della vita una tassazione IVA del 22% (attuale). Otteniamo quindi x+22%x=3.090€, cioè un netto di € 2.532,78 con € 557,22 di IVA. Applichiamo l'IVA al 4% anzichè al 22%, ottenendo quindi 2.532,78x4%= 101,31 €.
    La differenza tra IVA al 22 ed IVA al 4 è 557,22-101,31= 455,91 €. Diviso per 40 anni sono 455,91/40= 11,39 € ALL'ANNO di risparmio, manco 1 € al mese a donna. Sinceramente vale la pena fare tutto questo trambusto per 1€ al mese? A voi le conclusioni.

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    1. Non è un problema (solo) di soldi. Per quanto ti assicuro che ci sono migliaia di persone per cui quelle cifre non sono una presa in giro.
      È un fatto di principio: è giusto che un bene di prima necessità non sia tassato come tale?

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    2. Ma infatti non dico che non debba essere abbassato il prezzo, però portare l'IVA al 4% è ridicolo... già che ci sei dietro fai le cose fatte per bene, quanto meno fai un incentivo e diminuisci il costo almeno del 30% del totale.

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  5. Mi chiedo perché si debba buttare sul ridicolo questa proposta.
    Specie da parte degli uomini.
    Si può essere d'accordo o dissentire ma è l'atteggiamento di sufficienza e di ironia che mi infastidisce.
    Un assorbente no è un bene di lusso.
    Tutto qua.
    Altri sarebbero gli oggetti suo quali si dovrebbe aumentare l'IVA!
    Emanuela

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  6. Mi chiedo perché si debba buttare sul ridicolo questa proposta.
    Specie da parte degli uomini.
    Si può essere d'accordo o dissentire ma è l'atteggiamento di sufficienza e di ironia che mi infastidisce.
    Un assorbente no è un bene di lusso.
    Tutto qua.
    Altri sarebbero gli oggetti suo quali si dovrebbe aumentare l'IVA!
    Emanuela

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  7. Qui il discorso prescinde dal tipo di dispositivo: la proposta di riduzione dell'IVA riguarderebbe sia i tradizionali assorbenti usa e getta che le coppette mestruali. Ogni donna ha tutto il diritto di scegliere quale metodo trova più adatto per il proprio benessere ed il proprio stile di vita senza che le proprie scelte in merito alla gestione del proprio flusso siano tassate come se stesse acquistando un bene di lusso.
    Riguardo poi l'uso della coppetta, è più che comprensibile tergiversare: è un metodo completamente diverso e sono più che legittimi i dubbi e il sospetto iniziale.
    Io, che la coppetta la uso con soddisfazione da un anno, sono stata la prima ad aver rimandato il suo acquisto proprio per i motivi di cui sopra. Riguardo il risparmio esiguo al mese se l'IVA viene abbassata, poco è meglio che niente e, come esiste la mensa dei poveri, dovrebbe esistere anche la possibilità, per le donne in situazione di estrema povertà, di poter sostenere la spesa che ogni mese sono costrette ad affrontare, magari con la donazione dei dispositivi igienici. Perché tutto questo trambusto per un euro? Perché per certe persone un euro è tanto e magari, risparmiandolo, potrebbero comprarsi il pane.

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