martedì 15 marzo 2016

Io non sono carne da campagna elettorale *

Complicato essere donne durante la campagna elettorale.
Non so come sia nel resto del mondo, ma qua è veramente difficile. 
Tra immagini sessiste e messaggi misogini e violenti è davvero un macello.

Tipo l'orrendo "Trivella tua sorella", che ha girato sui social in forma "casareccia" già prima che una società di consulenza e servizi per le imprese pensasse di farne una bella immagine colorata con cui tirare su qualche "like" in più.
Niente di nuovo, a dire il vero.

A quanto pare le analogie con la violenza sulle donne continuano ad andare tantissimo quando si tratta di racimolare voti. 
Non conto più i vari "stuprare" usati a cazzo di cane per attaccare l'avversario politico del momento o per denunciare le disastrate condizioni del paese o della città in cui viviamo.

Poi c'è ovviamente l'annoso problema donna/mamma.
Perché si sa, in Italia se sei donna sei mamma. Non se ne esce. DonnaMamma. Tipo una parola sola.

Prendiamo le amministrative romane, ad esempio.

Meloni ha paraculamente annunciato di essere incinta durante il Family Day e ha anche detto che per questo motivo avrebbe ritirato la propria candidatura al Campidoglio, perché «non c’è dubbio che una campagna elettorale che si concluderebbe al settimo mese per un mandato che ti impegna anima e corpo mentre nasce il tuo primo figlio, ti porta a pensare che non sia la strada giusta. Io sono disponibile a tutto per la mia città, che amo, a fare il capolista o qualunque altra cosa. Ma potrei candidarmi solo se non ci fosse nessun’altra soluzione possibile, solo come extrema ratio».

Quando poi si è capito che l'idea di Bertolaso sindaco non è gradita a molti, soprattutto alla Lega, Meloni ha cambiato idea (pare Jack Shepard di Lost: voglio stare sull'isola, non voglio stare sull'isola), scoprendo che, ohibò, il paese è pieno di mamme che lavorano.

A questo punto Bertolaso ha rosicato fortissimo e ha calato l'asso sessista per eccellenza, capace di fare presa su uomini e donne, di destra o di sinistra: sei mamma, stai a casa a badare alla prole. Incredibilmente persino qualche fascista si è dissociato, dopotutto Giorgia è una camerata vera, non si farà certo fermare da un ragazzino.
Al contrario di Berlusconi, che ha ribadito il concetto: "Le donne hanno cinque mesi di lavoro non obbligatorio" quando diventano mamme, "è chiaro a tutti che una mamma non può dedicarsi a un lavoro terribile" come amministrare Roma "che è in una situazione terribile. Fare il sindaco di Roma vuol dire stare in giro e in ufficio 14 ore al giorno. Ci sono persone che per egoismo di partito cercano di spingere Giorgia a questo e a fare il suo male".

Intanto a Milano la candidata del M5S® si  ritira e decide di "togliere qualche sassolino dalla scarpa", raccontando come il suo aspetto fisico sia stato fonte di insulti e battute anche da parte dei suoi. Brutta e cicciona. Cose che in politica contano molto, insomma.

Anche qui, niente di nuovo.
Ricordate le "hollandette", le diciassette ministre del governo Hollande? I quotidiani italiani si erano scatenati in simpatiche gallerie fotografiche sulle loro minigonne.
O le ministre del governo Monti messe a paragone con quelle berlusconiane da L'Unità sulla base del loro look e del colore dei capelli.

L'aspetto fisico di una politica pare essere molto più interessante delle sue effettive capacità. E quindi è su quello che ciascuna viene insultata o elogiata.


Ma di cosa ci stupiamo, in fondo?

Gli insulti sessisti, gli auguri di stupro, la convinzione che il posto di una donna sia la casa sono talmente tanto "normali" che quello che stupisce ormai dovrebbe essere la loro assenza.


C'è poi un'altra cosa da dire.

Se le donne, tutte le donne, accettano un certo tipo di atteggiamento e giudizio ogni giorno della loro vita, poi c'è poco da cadere dalle nuvole se quegli stessi giudizi e atteggiamenti sono considerati "spendibili" da parte dei propri alleati, amici, colleghi, conoscenti.

Sarebbe forse il caso di combattere ogni giorno quegli stereotipi.
Magari riusciremmo anche ad evitare altre campagne elettorali ridicole.

* Sangue Misto, Cani sciolti, 1994

1 commento:

  1. le belle donne in politica non se la passano meglio: Maria Elena Boschi non è certo oggetto di gentilezze da parte dei giornali destrorsi. Insulti e commenti da osteria sull'aspetto fisico di una donna che fa politica sono inaccettabili.
    Precisazione: c'è stato solo un consigliere comunale grillino che ha tirato in ballo l'obesità di Bedori (e quel consigliere, tal Spinetoli, si deve vergognare), i più l'hanno insultata perchè casalinga che è inaccettabile allo stesso modo. Bertolaso è un cretino

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