lunedì 20 giugno 2016

La fica non basta.

Ascella vetero femminista
Pare che il mio non festeggiare coi caroselli per la città la vittoria di Raggi alle elezioni romane mi renda una vetero femminista dalle "lunghe chiome ascellari", che dimostra "una volta in più la vostra totale inutilità nella storia" (questa va dritta nell'elenco dei luoghi comuni sulle femministe).

Oddio, sull'inutilità del femminismo nella storia proprio le vittorie di Raggi, Appendino e delle altre Sindache d'Italia dicono molto: senza il femminismo loro (e noi tutte) staremmo chiuse in casa a fare le brave massaie, ad accudire i nostri mariti, la prole, gli anziani e le anziane. E guai a dire una parola: niente grilli per la testa e più olio di gomito, che quelle mattonelle non si puliscono da sole e la pasta scotta non ci piace.


Ma chi se ne ricorda più, in fondo? E soprattutto, a chi importa?


Ormai certe cose sono considerate dovute, non interessa sapere da dove vengono i diritti che spesso anche noi donne diamo per scontati. 

Dovrei, insomma, festeggiare perché Roma ha una sindaca per la prima volta nella sua storia.

Poco importa se io con quella donna non ho in comune niente.

Poco importa se negli undici punti del suo programma (11 passi per Roma) non si parla di Consultori, di difesa della Legge 194, di salute delle donne, di lotta alla violenza di genere.



Devo essere felice perché è una donna.



Ma era una donna anche Margaret Thatcher, eppure non ho mai condiviso nulla delle sue idee.

È una donna anche Costanza Miriano, che mi vuole sottomessa a mio marito in nome dell'amore.
Sono donne Daniela Santanchè, Debora Serracchiani, Irene Pivetti, Paola Taverna, Renata Polverini, Giorgia Meloni. 
Eppure mai, nemmeno per un momento ho pensato a quanto sia bello averle nelle istituzioni. Anzi.
Sono donne anche Isabella Rauti, Chiara Colosimo, Gina Centrone, Annalisa D'Aguanno e Veronica Cappellato, firmatarie della proposta di legge di Olimpia Tarzia, donna pure lei.

Ad alcune donne i pentastellati che oggi si scoprono femministi e antisessisti non hanno mai fatto sconti, anzi.
Con Boldrini, per fare un esempio facile facile, hanno superato il limite dello schifo, augurandole morte e stupro in diverse occasioni.

Anche con Maria Novella Oppo non andarono tanto per il sottile: aveva osato parlare male del capo.

Quindi no, non mi basta che Raggi sia una donna per festeggiare.

La fica non è abbastanza.

1 commento:

  1. i sindaci con la fica non sono nè meglio nè peggio dei sindaci col pene, ma è giusto che sia così. Donne e uomini sono moralmente pari nel bene e nel male. Le pari oppotunità non si basano sul fatto che le donne in politica porteranno chissà quale miglioramento morale ma proprio sul fatto che sono intellettualmente e moralmente pari agli uomini, nè meglio nè peggio

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