lunedì 24 aprile 2017

Scherzi.

Durante l'ultima puntata di Amici è andato in onda uno scherzone in cui una donna, la cantante Emma, è stata molestata durante le prove dello spettacolo da un collega ballerino. 



Riguardando la scena, tutti gli ospiti presenti si sono sganasciati dalle risate.
E anche tutte le ospiti presenti hanno trovato molto divertente assistere ad una molestia sessuale.
Elisa, Ambra, ovviamente De Filippi e perfino la stessa Emma hanno riso di gusto guardando un uomo molestare una donna.


Quello che è successo in quel momento è una cosa gravissima: con le risa in quello studio è passata pacificamente l'idea che una molestia sessuale possa essere divertente. 

Che mettere le mani addosso a una donna, strusciarsi su di lei, toccarla senza il suo consenso possa essere "uno scherzo", un gioco, qualcosa che fa ridere.

In un programma dedicato a ragazze e ragazzi la violenza sessuale è stata sdoganata, banalizzata, resa divertente e accettabile.

Emma, vittima di una molestia (mi rifiuto di chiamare "scherzo" quello schifo), si è quasi "giustificata" dicendo più volte "non voglio essere bacchettona, ma così non riesco a cantare. Se lui me lo appoggia io non riesco a cantare, ma non voglio essere bacchettona." 

Come se pretendere di non essere toccate senza consenso fosse roba da bacchettone, come se denunciare una molestia fosse roba da bigotte. 

Ridendo insieme alle altre e agli altri Emma, quella che dal palco di Se Non Ora Quando urlò "non sono una donna pupazzo", ha detto alle ragazzine che è meglio "farsi una risata" piuttosto che passare da bacchettone se uno ti tocca senza il tuo consenso e ai ragazzini che mettere una mano sul culo, sulla fica, sulle tette di una ragazza senza che lei voglia essere toccata è uno scherzo divertente.

La gravità della cosa la spiega benissimo con un esempio Giulia Siviero su Il Post:

Il 2 febbraio del 2016 un uomo è stato assolto dall’accusa di violenza sessuale perché “scherzava”. Domenico Lipari, ex direttore dell’agenzie delle entrate di Palermo, era stato accusato di violenza sessuale attenuata nei confronti di due colleghe che lavoravano con lui. Una delle due donne aveva raccontato che Lipari le aveva toccato il sedere, l’altra che aveva toccato un bottone della sua camicia all’altezza del seno e un’altra volta le aveva sfiorato la «zona vaginale». Il 23 novembre del 2016 il tribunale di Palermo lo aveva assolto parlando nelle motivazioni di un comportamento «inopportuno e prevaricatore» che testimoniava «l’immaturità» dell’imputato e «l’inopportuno atteggiamento di scherzo». Secondo il tribunale non era stato commesso un reato perché Lipari aveva fatto effettivamente quel che gli veniva contestato ma senza trarne «appagamento sessuale» e senza «limitare la libertà sessuale delle due donne». I giudici avevano inoltre tenuto conto del contesto in cui si erano svolti i fatti, che era guarda un po’ «scherzoso»:

2 commenti:

  1. è stato veramente un episodio squallido per più di un motivo. Spiace per Emma

    RispondiElimina
  2. Non guardo Amici e di questa notizia ne avevo avuto un'eco lontana senza comprendere bene l'accadimento. Con il tuo post ora ho tutto più chiaro e concordo con te che sia stato dato un messaggio squallido e pericoloso.

    RispondiElimina

Sproloquia pure tu.