venerdì 1 settembre 2017

Violenza, razzismo e corpo delle donne.

Ciclicamente i media mainstream sembrano accorgersi che -sorpresa!- gli uomini stuprano le donne. Anzi, che le donne vengono stuprate, e vi assicuro che il fatto che venga usata la forma passiva del verbo ha un significato forte di cui prima o poi sarebbe il caso di ri-parlare.

Comunque, perché ciò accada, perché i media si interessino di violenza sulle donne e lascino per un attimo da parte deliri sul ritorno alle sane abitudini delle mamme anni 50 o la lunghezza delle gonne al Festival di Venezia, è in primo luogo preferibile che la violenza (o le violenze, nei casi di maggior fortuna per i/le giornalisti/e e gli/le opinionisti/e) sia particolarmente brutale.

Questa settimana è stata notevolmente prolifica da nord a sud, in particolare grazie alla duplice violenza di Rimini, dove quattro uomini hanno stuprato a turno due donne.
A quanto pare i quattro stupratori sarebbero stranieri, si dice nordafricani o comunque negri e quale migliore occasione per cominciare una nuova guerra da combattere sul corpo delle nostre donne?

Guardatevi intorno, chiunque ha qualcosa da dire su quegli stupri. Oddio, ad essere oneste su uno di quegli stupri, visto che il secondo stupro è stato su una donna transessuale e, insomma, dai, sticazzi.

Anzi, per essere oneste fino in fondo dobbiamo dire che non si sta parlando di quella violenza sessuale, ma soprattutto di "quattro vermi magrebini", come li chiama Meloni.

Perché quello che sto notando è che ciò che pare interessare maggiormente è la provenienza geografica degli stupratori.
Certo, mi sa che qualcuno avrebbe preferito che i quattro negri islamici (sì, il pubblico da casa sa già tutto) avessero violentato a turno due donne italiane e non una polacca e "un trans" che fa la puttana. Sarebbe stato perfetto per il sempre di moda "difendiamo le nostre donne". Ma non si può avere sempre tutto.

Oggi ho visto una decina di articoli in cui si parla di "emergenza stupri", della "pazza estate degli stupri", in cui si fa la conta per capire se ci violentano di più gli immigrati clandestini che prendono 35€ al giorno negli hotel o gli italiani.

Lo stupro usato per giustificare il più becero razzismo, a ulteriore dimostrazione -se mai ne avessimo avuto bisogno- che è sempre sul nostro corpo di donne che si combattono le guerre più zozze.

No, non è un'emergenza.
Non è questione di geografia, di condizioni economiche, di religione.

È la cultura patriarcale, che in questo paese ci teniamo volentieri ben stretta.
È l'idea che una donna sia un oggetto da possedere, un essere inferiore da sfruttare, da abusare...

E sono sempre gli stessi discorsi, le stesse parole, che andiamo ripetendo da anni e che nessuno sembra davvero voler capire.

E fa male.

1 commento:

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