sabato 9 dicembre 2017

Robe di panza.

E niente, quando sei incinta da te ci si aspetta molto. 
Dovresti avere uno sguardo diverso, rapito, pieno di amore.
E la pelle del viso luminosa e distesa.
Ed essere sempre sognante, quasi assente, in estasi.
Dovresti salutare ogni mese che ti avvicina al parto con gioia e tripudio, ma non troppo, perché il pancione ti mancherà.
Dovresti farti foto artistiche (se poi ci sta un* sorella/fratello che bacia la pancia molto meglio, so' almeno 50 punti) e lamentarti dei dolori, senza dimenticare di sottolineare come tutto questo faccia parte del periodo più bello della tua vita.
Perché per chi hai intorno solo ora sembri essere davvero donna, davvero realizzata e davvero hai trovato il tuo posto nel mondo.

Cazzate.

Intendiamoci, io ho voluto questa gravidanza, c'ho messo pure un po' a rimanere incinta, sono felice di esserlo e non vedo l'ora di conoscere la prole, ma mentirei se chiamassi questi  mesi "il periodo più bello della mia vita".

Seriamente: non posso bere, non posso fumare, non posso prendere il motorino, niente affettati, salumi, cozze&vongole e altre mille "no" che in tutta onestà sono una gran rottura di palle. 
Mi tocca girare per Roma coi mezzi pubblici, mi si gonfiano i piedi e non mi entra più niente, soprattutto quei jeans in cui avevo faticato tanto a rientrare. 
Non posso dormire a pancia in giù e non posso prendere medicinali, io che sono una grande fan della chimica.
Mi formicolano le mani, sto scomoda e ho le sise troppo ingombranti.
E mi sento un mezzo cesso, altro che "come sono belle le donne incinte".
Dai, davvero "il periodo più bello della tua vita" dovrebbe includere emorroidi, caviglie gonfie e problemi intestinali? E la mia è anche una gravidanza facile, eh.

E poi ci stanno le persone che paiono godere nel dirti quanto la tua vita sarà una merda per i prossimi decenni.
Pare quasi esista una sorta di elenco disponibile per chi è già genitore da almeno 10 minuti con tutte le cose che non potrai fare almeno fino a che la prole non lascerà il nido.

Stando a quanto mi dicono non dormirò mai più, non mangerò mai più fuori, mai più pub, cinema e tantomeno mare, al massimo vacanze in Trentino. A me, che la montangna in estate la vedo come il peggiore dei gironi infernali.

"Vedrai" è la parola che mi sono sentita ripetere più spesso da quando ho reso pubblica la mia gravidanza.

Fortunatamente sono stata cresciuta da due tizi che andavano a mangiare fuori, spesso portandomi con loro, che mi hanno portata in campeggio che ero piccola e mi tenevano in spiaggia tutto il giorno. Ho avuto una madre che andava in vacanza sola con la sua amica Guga lasciandomi a casa con papà e un padre che ogni sabato si inventava qualcosa da fare insieme, che mi ha portata al cinema, nei musei, in bici a Villa Pamphilij.
Ripensare alla mia infanzia mi fa capire cosa voglio e non voglio fare con 'sti due cosi in arrivo.

E poi, come diceva Nonna Adriana, io so' impunita e a costo di chiudermi a chiave a piangere nello sgabuzzino non darò mai a nessun* la soddisfazione di dirmi "te l'avevo detto".