martedì 19 marzo 2019

#RegrettingMotherhood*


Lo so, non si dovrebbe mai parlare di un libro senza aver prima finito di leggerlo, ma questo studio di Orna Donath, sociologa israeliana, mi ha colpita sin dalla prefazione.

Donath ha intervistato 23 donne sul loro essere madri. 
Ho trovato non pochi punti di contatto con alcune di loro.


Amo molto i miei figli, ma mentirei se dicessi senza se e senza ma che non tornerei mai indietro.

E non è solo il sacrosanto sfogo dopo ore di lagna o qualche notte insonne, è qualcosa di più profondo che nemmeno io so spiegare.
E nemmeno posso farlo, perché una madre, semplicemente, certe cose non le può nemmeno pensare, figuriamoci dirle ad alta voce.
Non possiamo dire che questo ruolo non necessariamente ci appartiene e spesso non ci basta. 
Non possiamo dire che ci manca la nostra vita di non madri, quando non eravamo "la mamma di", ma donne con i nostri desideri, le nostre abitudini, i nostri interessi.

Se proviamo a parlarne per chi ci ascolta pare quasi di sentire una bestemmia, come se una volta rimasta incinta e dopo il parto si dovesse rinunciare al proprio stesso nome in virtù di qualcosa di più importante, totalizzante, che cambierà per sempre il nostro esserci nel mondo.

Sarebbe interessante se una ricerca simile fosse fatta in Italia, un paese in cui la mistica della maternità si fa sentire prepotente in ogni ambito, anche da parte di certo femminismo che continua a legare indissolubilmente l'essere donna con la capacità (possibilità) di procreare, dove "la mamma è sempre la mamma" . Il paese dei "bamboccioni", della 194 sempre inapplicata, il paese in cui certe femministe ci dicono che i figli se non li fai a vent'anni poi non li devi fare più per non regalare soldi a "big pharma" , il paese dei consultori che chiudono, delle Case delle Donne che vengono sgomberate, il paese della conferenza sulla famiglia a Verona.

Uh, se ci sarebbe da ridere.




*Orna Donath

Pentirsi di essere madri. Storie di donne che tornerebbero indietro. 
Sociologia di un tabù.
Bollati Boringhieri, 2017


6 commenti:

  1. è molto importante quello che dici.
    in un momento difficile in cui ci si sottopone a cure delusioni soldi pianti arrabbiature verso il niente, e non vado oltre perché ogni dettaglio è superfluo, devo assolutamente ricordarmi che prima di tutto, sono io. poi, sarò quello che sarò, o no, vedremo, ma soprattutto, prima di tutto, sono io e sono donna e ho la mia testa, i miei pensieri, le mie necessità.
    grazie, come sempre

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    1. Diciamole sempre, ste cose. Diciamole prima di tutto a noi stesse.
      Il resto ne sarà probabilmente arricchito.
      Daje.

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  2. Avere figli oggi è una scelta non un obbligo e la maggiorabza di chi sceglie di avere un figlio non se ne pente. è ovvio che un figlio ti cambia la vita e te la cambia per sempre c'è poco da fare, è una rivoluzione, e dato che ne devi occupare hai meno tempo per fare tutto quello che facevi prima; è così per le donne e oggi deve esserlo anche per gli uomini, avere dei rimpianti è non obbligatorio ma normale senza farsene sopraffare e certo che i figli si amano comunque e la maggioranza dei genitori, pur in mezzo a tante difficoltà, li ama. Eppure questa narrazione che un figlio ti costringe ad annullarti, che non hai più tempo neanche per uscire una sera al cinema con amici/che, non mi convince, non è per forza così, non deve esserlo. si può avere un figlio e restare se stessi anche se per forza di cose non saremo più "quelli di prima"

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  3. Mai, mai, mai scrivere cose come "la maggioranza di" se non si hanno i dati in mano. Mai, mai, mai.

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  4. Credo che sia importante quello che hai scritto, fondamentale anche il solo dirsele.
    a presto

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  5. L'ho comprato il libro mesi fa ma devo ancora leggerlo.Sono madre di due figlie ed è inutile dire che si a volte vorrei tornare indietro; come dici tu il motivo e talmente prifonpr che non si può tanto spiegare.Se vogliamo restare in superficie allora dico che non abbiamo una lira mio marito lavora in nero e facciamo fatica a mettere insieme pranzo e cena.Vedere le mie figlie desiderare tutto mi sta facendo morire dentro.Ma c'è molto di più.

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